Il contadino

…ne ho abbastanza, evidentemente. Non sopporto più certe offese che liberamente e tranquillamente alcune persone mi arrecano… chiaramente sono io che glielo permetto, che l’ho permesso fino ad ora. Ho un forte desiderio di cambiare, iniziare a sbattere i piedi per terra, senza aver timore di fare rumore (tanto), mi trovo ad un punto in cui l’insofferenza verso chiò che prima sembrava normale è, ora, alta. Non ammetto più “errori accidentali”, più “scusa”, più “non pensavo che…”, non ci sto più. Tutte falsità, tutti intrighi strani, tutte scuse… Devo mettere il recinto alla mia vita, come il contadino per evitare che gli animali mangino, si cibino, depredino la sua semina. Il mondo ed il mio ambiente è pieno di questi animali. Devo, con la forza e per forza (pena il raccolto svanito) prendere reti, martello, zappa e cominciare a “difendere” la mia terra. Ed è una faticaccia perchè non sono abituata a impiantare recinti e non posso far affidamento sugli altri e poi non avrei mai pensato che i miei frutti fossero tanto buoni da dover mettere una recinzione (evidentemente fino ad ora non avevo mai fatto i conti con la mia autostima). Lo devo fare, ne vale il mio raccolto.

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Una Risposta a “Il contadino”

  1. Recintato a dovere? Io mi sono affacciata da oltre il recinto e ho visto di nuovo un bel campo curato e coltivato, te. Sono stata via per un po’ ma credo di essere tornata, spero di leggerti ancora. Ti abbraccio

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